INTERVISTA AL SIGNOR UMBERTO PANINI

Chi è il Signor Panini?
Umberto Panini nasce il 3 febbraio a Pozza di Maranello (Modena) da Antonio e Olga Cuoghi, penultimo di otto fratelli.
Dopo l'avviamento professionale, lavora come fabbro, saldatore e meccanico presso varie officine di Modena, tra cui la Stanguellini e la Maserati Moto.
Nel 1957 parte per il Venezuela in cerca di fortuna, lavorando prima a Caracas e poi a Maracaibo.
Qui viene raggiunto nel 1959 dalla moglie Tina Bertacchini, sposata per procura, dalla quale avrà i figli Manuela, Marco, Giovanni e Matteo.
Nel 1964, rientra in Italia per affiancare i fratelli Giuseppe, Benito e Franco nell'attività delle Edizioni Panini, la casa editrice specializzata nella produzione di figurine, dove progetta e realizza, personalmente, svariati macchinari tra cui la celebre "Fifimatic".
Dopa la cessione delle Edizioni Panini, si dedica allo sviluppo della "Hombre", un'azienda agroalimentare a ciclo completamente biologico dove produce un Parmigiano Reggiano DOP di alta qualità.
Qui raduna anche un'importante collezione di auto e moto storiche, aprendo gratuitamente ai visitatori le porte del suo Museo denominato C.U.P. (Collezione Umberto Panini) Edizione fuori commercio.

Qual è stato il suo percorso professionale?
Lavoro……….lavoro e lavoro.

Cos'ha ottenuto sino ad oggi? E cosa spera di ottenere ancora?
Ho raggiunto gli obbiettivi prefissati e spero di poterne aggiungere altri con la consapevolezza di aver fatto il mio dovere.

Come si raggiunge il vero equilibrio tra lavoro e tempo libero?
E' importante sapere e dosare bene tutte le opportunità.

Quanta importanza riveste la dea bendata nell'attività dell'impresa?
E' un fattore molto importante, però occorre saperla dosare bene e darle la sua esatta collocazione.

Quali imprenditori, personalmente conosciuti, hanno lasciato dentro di lei una traccia indelebile?
Tutti quelli che hanno svolto la loro missione con passione.

Ritiene, l'attuale, un momento adeguato per dare inizio ad una nuova attività imprenditoriale?
I momenti sono tutti buoni, è importante avere idee vincenti e credere nell'innovazione.

Quali sono le imprese più colpite dalla crisi?
Quelle che sono improvvisate e perciò senza fondamenta.

La crisi ha generato grandi mutamenti soprattutto nei comparti della finanza e dell'industria.
Secondo lei come si rifletteranno queste alterazioni nel mondo del lavoro?
Bisogna sapere affrontare questi cambiamenti che tante volte sono dovuti all'evoluzione naturale e prepararsi ad un mondo nuovo.

Cosa dovrebbe insegnare la scuola moderna per preparare i giovani a fronteggiare, al meglio, le insidie future legate al mercato del lavoro?
Il rispetto delle idee altrui e soprattutto il rispetto delle regole civili.

La storia dell'emigrazione italiana è anche una storia di larghi trionfi, una storia di umili operai divenuti, poi, apprezzabili imprenditori e di illustri connazionali, professori universitari e celebri avvocati eletti nei Parlamenti degli Stati in cui hanno vissuto e operato. Come vede tutto ciò?
Peccato che il nostro paese si dimentichi facilmente degli emigranti e che non sono sufficientemente valorizzati.
Penso che siano stati una grande risorsa per i paesi che li ha ospitati e anche per la società italiana.

Intervista rilasciata nel 2010